E’ la storia di Paolina Pezzaglia Greco, grande attrice vissuta tra il 1889 e il 1925, di tutti coloro che hanno fatto parte della sua vita e delle epoche che attraversò: belle epoque, grande guerra, fascismo

sabato 10 dicembre 2011

30 - Appendice 5: LA FILMOGRAFIA DI PAOLA PEZZAGLIA


Quella che segue
è la filmografia ad oggi nota e non necessariamente completa
di Paola Pezzaglia.





FILM
con
PAOLA PEZZAGLIA



1) IL FORNARETTO DI VENEZIA
1914




Regia di Luigi Maggi.
Tratto dall'omonimo dramma di Francesco Dall'Ongaro. 
Sceneggiatura: Arturo Foà.
Fotografia: Giovanni Vitrotti, Natale Chiusano.
Scenografia: Romolo Ubertalli.
Interpreti (in ordine alfabetico)
Guido Adami, Margherita (Rina) Albry, Felice Carena, sig. Cenni, Alfredo Doria, sig. Morra, Umberto Mozzato, Alberto Nepoti, PAOLA PEZZAGLIA (Sofia), Eugenia Tettoni, Vittorio Tettoni.
Produzione: Leonardo Film, Torino.
Visto censura: 4676 del 15/10/1914.
Lungometraggio. Mt. 1400.

Dal diario inedito di Felice Carena (per cui si ringrazia il pronipote Fabio Cavallini) si apprende che la lavorazione del film, svoltasi a Venezia, ebbe luogo tra il 18 marzo e il 10 aprile del 1914.






2) IL CAMPO MALEDETTO
1918




Primo film della saga de IL MISTERO DEI MONTFLEURY,
tratto dal romanzo "Fernanda" di Carlo Dadone (1910).
Sceneggiatura: Ennio Grammatica.
Interpreti (in ordine alfabetico)
PAOLA PEZZAGLIA (Biribì), Ettore Piergiovanni (Robin).
Produzione: Aquila Film, Torino.
Visto censura 13238 dell'1/1/1918.
Lungometraggio. Mt. 1737.


3) I BIMBI DI NESSUNO
1918




Secondo film della saga de IL MISTERO DEI MONTFLEURY, tratto dal romanzo "Fernanda" di Carlo Dadone (1910).
Sceneggiatura: Ennio Grammatica.
Interpreti (in ordine alfabetico)
PAOLA PEZZAGLIA (Biribì), Ettore Piergiovanni (Robin).
Produzione: Aquila Film, Torino.
Visto censura 13231 dell'1/1/1918.
Lungometraggio. Mt. 1593.


4) LA SAGRA DEI MARTIRI
1918




Terzo film della saga de IL MISTERO DEI MONTFLEURY,
tratto dal romanzo "Fernanda" di Carlo Dadone (1910).
Scneggiatura: Ennio Grammatica.
Interpreti (in ordine alfabetico)
PAOLA PEZZAGLIA (Biribì), Ettore Piergiovanni (Robin).
Produzione: Aquila Film, Torino.
Visto censura 13237 dell'1/1/1918.
Lungometraggio. Mt. 1362.


5) IL GIARDINO DEL SILENZIO
1918




Quarto film della saga de IL MISTERO DEI MONTFLEURY,
tratto dal romanzo "Fernanda" di Carlo Dadone (1910).
Sceneggiatura: Ennio Grammatica.
Interpreti (in ordine alfabetico)
PAOLA PEZZAGLIA (Biribì), Ettore Piergiovanni (Robin).
Produzione: Aquila Film, Torino.
Visto censura 13232 dell'1/1/1918.
Lungometraggio. Mt. 1637.

I quattro lungometraggi, di complessivi mt. 6329, sono stati girati nel 1917.
La fonte silentfilms.wolfzen.com dà ogni singolo film della serie uscito l'1/1/1918, ma l'intero serial uscito il 18/1/1918.



Il serial si sa essere uscito anche: 

In Spagna col titolo
EL MISTERIO DE LOS MONTFLEURY
(prima metà del 1918)

 In Portogallo col titolo
OS MISTERIOS DE MONT FLEURY
(Lisboa, 3/10/1918)

In Francia, in 7 episodi, col titolo
LE MYSTERE DE MONTFLEURY
(1919)


Il titolo è dovunque erroneamente indicato come "Il mistero di Montfleury", e solo grazie al materiale presente nel nostro Archivio ha potuto essere corretto in "Il mistero dei Montfleury", titolo che anche Carlo Dadone aveva dato alla prima parte del suo romanzo "Fernanda", e da cui fu tratto quello del film.







Questo film potrebbe essere l'ultimo prodotto dall'Aquila Film, in quanto girato nel 1917, lo stesso anno in cui detta società di produzione, fondata nel 1907 da Camillo Ottolenghi, chiuse i battenti. 
In merito al regista si possono solo fare delle supposizioni, non apparendo da alcuna parte questo dato. Ci azzardiamo a ipotizzare che possa essere stato Roberto Roberti, nome d'arte di Vincenzo Leone, (padre di Sergio, che in suo onore firmò la regia di "Per un pugno di dollari" con lo pseudonimo di Bob Robertson), attore e regista che lavorò fino all'ultimo per l'Aquila Film.

Si legge su "La vita cinematografica" n. 41 del 1917:

L'AQUILA FILM - La tanto apprezzata ed antica editrice torinese, sta per lanciare sul mercato una film gigante, che sarà il grande avvenimento del 1918. Sono 8000 metri di emozionanti, suggestivi avvenimenti, che nulla hanno di comune con i soliti episodi polizieschi di avventure strane e discutibili. E' tutto un lavoro di passionalità, umano, del più grande interesse. Un lavoro che tocca la mente e il cuore dello spettatore e lo tiene affascinato e suggestionato.
Quantunque Il Mistero di Montfleury - tale ne è il titolo - sia diviso in serie, ognuna di esse può vedersi senza essere obbligati di vederle tutte. Potete vedere la 4a o la 2a senza perdere il filo del romanzo potentissimo, come la 1a e la 3a; ed il fatto, con le sue drammaticità, con la sua passionalità, scorre magnificamente! Un filo sottilissimo lega l'una all'altra serie. E' una vera ed autentica trovata che l'egregio Avv. Pugliese, il geniale Proprietario dell'"Aquila Film", dopo lungo studio ha posto in esecuzione.
Il materiale di réclame è di una grandiosità eccezionale e si può ammirarlo nella Esposizione permanente aperta nello stabilimento dell'"Aquila Film".
Noi rendiamo i dovuti onori all'egregio Avv. Pugliese che, ad onta della chiusura di diversi mercati e nell'ora triste che attraversa il mondo, mantiene alta la bandiera dell'arte e dell'industria italiana.


Di Carlo Dadone si legge sul libro di Elio Providenti
COLLOQUI CON PIRANDELLO
(2005):

Carlo Dadone, scrittore di facile vena e poligrafo versatile, andò incontro ai gusti del pubblico con tranquillo disincanto spaziando agevolmente dal campo del mistero e dell'orrore a quello dell'ironia e dell'umorismo, fino alla letteratura per l'infanzia. 
Non mancò neppure di cimentarsi nel campo cinematografico con opere filmiche corrispondenti al suo abituale eclettismo (Il mistero di Montfleury, Biribì il piccolo poliziotto torinese, Il delitto del commendatore).

In realtà più che darsi lui al cinema furono alcuni suoi romanzi a essere adattati per lo schermo. 
(E anche in questo testo, come nel precedente, troviamo il titolo errato "Il Mistero di Montfleury").


6) LA CAPANNA DELLO ZIO TOM
1918




Regia di Riccardo Tolentino.
Tratto dal romanzo omonimo di Harriet Beecher-Stowe.
Adattatore: Carlo Merlini.
Fotografia: Arturo Gallea.
Interpreti (in ordine alfabetico)
Maria Campi, Felice Carena, Bruna Ceccatelli, Mario Mariani, Luigi Merazzi, Ermanno Pellegrini, PAOLA PEZZAGLIA, Camillo Pilotto, Linda Pini, Guido Tei.
Produzione: Italo-Egiziana-Film, Torino.
Visto censura 13769 dell'1/7/1918. 
Esce il 18/9/1918 (fonte: silentfilms.wolfzen.com).
Lungometraggio in 5 parti. Mt. 1518.

Risulta esisterne una copia parziale (900 mt.) mancante della terza parte alla CSC Cineteca Nazionale.


7) LE PERIPEZIE DELL'EMULO DI FORTUNELLO E COMPAGNI
 1918




Regia di Cesare Zocchi Collani.
Ispirato al personaggio dei comics americani Happy Hooligan.
Fotografia: Pugliesi.
Interpreti (in ordine alfabetico)
Mario Maria De Mur (Agonia), sig.na Fosca (Rosina, la cameriera), sig.ra Marini (Ciabatta), sig.na Miotti (Madamigella Mammola), PAOLA PEZZAGLIA (Madama Girasole), Egidio Velotti (l'Emulo di Fortunello), Cesare Zocchi Collani (Capitan Bombarda).
Produzione: Cleo Film, Torino.
Distribuzione: Edison (ma secondo altre fonti forse De Giglio o Monopolio Marzetto).
Visto censura 13889 dell'1/10/1918. 
Esce il 18/12/1918 (fonte: silentfilms.wolfzen.com).
Lungometraggio. Mt. 1066.

Questo è l'unico film diretto dall'attore Cesare Zocchi Collani, e uno dei soli 6 prodotti dalla Cleo Film, casa fondata nel 1918 dagli attori Mary Cleo Tarlarini ed Eugenio Vecchioni. Paolina nel cast è indicata come "sig.ra Pezzaglia".

Sulla stampa fu preannunciato anche un seguito, intitolato L'EMULO DI FORTUNELLO DIRETTORE D'ORCHESTRA, presumibilmente con gli stessi interpreti, ma non se ne ha per il momento traccia.


8) LA VENDETTA DELLO SCEMO
(o LO SCEMO SALVATORE)
1921




Regia di Max (Umberto Mucci).
Interpreti (in ordine alfabetico)
Umberto Mucci, Guido Petrungaro, PAOLA PEZZAGLIA, Mary Letty, Max.
Produzione: Falero Film, Napoli.
Visto censura 16228 dell'1/7/1921. 
Esce il 21/7/1921 (fonte: silentfilms.wolfzen.com).
Lungometraggio. Mt. 1311.

Alcune fonti storpiano il cognome, come spesso è accaduto, in Pazzaglia.
Il film ebbe problemi di censura: una scena di strangolamento fu sostituita da una didascalia ("L'ho uccisa!") e la didascalia "Lo scemo gusta la vendetta" venne eliminata.



Come soggettista e sceneggiatrice:


                                 GENIO MALEFICO 




Con questo titolo era già uscito un film per la regia di Giuseppe De Liguoro nel 1912. 
Ma tra i due soggetti di identico c'è solo il titolo. 
La sceneggiatura di Paolina non è mai stata realizzata.
Per approfondire l'argomento si veda il capitolo successivo.