E’ la storia di Paolina Pezzaglia Greco, grande attrice vissuta tra il 1889 e il 1925, di tutti coloro che hanno fatto parte della sua vita e delle epoche che attraversò: belle epoque, grande guerra, fascismo

sabato 10 dicembre 2011

17 - IL CONTRATTO CON ZACCONI



Se all'inizio degli Anni '10
qualcuno avesse chiesto a qualcun altro chi fosse il capocomico più celebre in Italia, il qualcun altro non avrebbe avuto esitazioni nell'indicare il nome di Ermete Zacconi.
E questo già da anni prima e per molti anni ancora.



Come abbiamo visto, i coniugi Greco, usciti dalle grinfie del dispotico Renzi (ma Antonio ci rientrerà), avevano fatto Compagnia con Giovanni Zannini,
e giravano l'Italia teatrale con successo grazie soprattutto al magnetismo scenico di Paolina, adesso diventata Pezzaglia-Greco.
La Compagnia si spinse fino in Svizzera:


* LA GAZZETTA TICINESE, 20 gennaio 1910.
PIU' CHE L'AMORE
di G. D'Annunzio.

La Pezzaglia-Greco, malgrado la rettorica falsa di cui è plasmato il personaggio di Maria Vesta, fu efficacemente drammatica così da farsi unanimamente applaudire.


* IL CORRIERE DEL TICINO, 13 gennaio 1910.
TEATRO APOLLO

Al penultimo atto la signora Pezzaglia-Greco fu regalata, fra nutrite acclamazioni, di diverse eleganti corbeilles di fiori.


Il Teatro Apollo di Lugano, non più esistente








* LA GAZZETTA TICINESE. Lugano, 13 gennaio 1910.
SERATA D'ONORE DI PAOLINA PEZZAGLIA-GRECO.

Perfettamente compresa dello spirito dei personaggi che rappresentò - Emma nella "Figlia di Jefte" di Cavallotti e contessa d'Autrevol nella "Battaglia di dame" dello Scribe - la prima attrice Paolina Pezzaglia-Greco ha dato tutta la sua profonda coscienza d'artista cosicché quella di ieri sera può ben segnarsi tra le sue interpretazioni più belle e personali, più degne di essere ricordate. E certo nessuno, tra quelli che assistettero e contribuirono al successo della eletta artista, nessuno del pubblico, che la applaudì e la volle più volte alla ribalta, sorridente e commossa tra i fiori, odorante cornice di fiori alla sua grazia sottile e passionale, e fra doni, omaggio gentile di ammiratori e della Direzione Teatrale, potrà dimenticare la bella Emma e la grande contessa d'Autrevol fuse in una anima sola.

Insomma, la solita solfa: grande e sensibile attrice, passionale,
riempita di omaggi e di fiori...
Quanto questa immagine sfolgorante cozza con la lettera che abbiamo letto nel capitolo precedente...

Ma agli albori degli Anni Dieci Paolina, insieme ad Antonio,
 sembrava aver trovato la strada giusta per poter finalmente "dire qualcosa".




Nel 1911 si festeggia per la prima volta la Donna, l'8 marzo,
viene varato il Titanic (vedi foto),
Vincenzo Perugia ruba la Gioconda,
nascono Ronald Reagan, Vincent Price, Mahalia Jackson e Renato Guttuso.
Muoiono Antonio Fogazzaro, Emilio Salgari e Gustav Mahler.

Nel 1912 affonda il Titanic
e sugli schermi viene proiettato il colossal "Quo Vadis?".
Nascono Jackson Pollock, Eva Braun e Werner von Braun,
muore Giovanni Pascoli, e Wilbur Wright vola in cielo senza il fratello. 
Ed è in questo contesto che si fa avanti colui che è considerato un mito assoluto del teatro: il Commendator Ermete Zacconi in persona!

La sua prima attrice Ines Cristina Bagni si era indisposta, e lui ne vide in Paolina la perfetta sostituta.



A Paolina, ormai prima attrice di Zacconi, non piacque molto il termine "ripiegate" usato nei suoi confronti in questo articolo, e quando si trattò di stampare, tredici anni dopo, il programma di una stagione teatrale con sul retro estratti da articoli che la riguardavano, lo cambiò, giustamente, con "sostenute". Tolse anche l'inizio, che alludeva a Ines Cristina-Bagni, e lasciò il "Greco" tutto a suo figlio, dato che lei era tornata ad assumere il suo nome di nascita: Paolina Pezzaglia
Non si può certo dire che la nostra Paolina non fosse creativa...


I giudizi su Paolina prima attrice di Zacconi furono tutti molto positivi. Nessuno si permise di rimpiangere la prima attrice titolare, moglie oltretutto del Commendatore, ragione di più per silurare qualsiasi "sprovveduta" che avesse voluto prenderne il posto. Ma questo non accadde. Non con Paolina.

Dopo aver provato la sicura padronanza del palcoscenico di Paolina nella Primavera del 1911, Zacconi, al momento di ricostituire la Compagnia, convocò questa volta entrambi i giovani coniugi Greco e stipulò con loro un contratto prestigioso, che è giunto, sia pure parecchio ingiallito, intatto fino a noi.



In esso si legge la sua durata:
dal 6 settembre 1911 a tutto il Carnevale o Carnevalone 1911/1912.
E il compenso:
Lire Italiane venti giornaliere, calcolando la paga in ragione di Lire Tredici per la signora Pezzaglia-Greco e Lire Sette per il signor Greco.

Lei prendeva quasi il doppio di lui.

Infinite le clausole e clausolette sia prestampate che aggiunte a penna dal Commendatore in persona, che si degnò di apporre ben quattro firme
a sancire la sua benevolenza nei confronti dei due giovani artisti.




Ma la "malata" (fra virgolette perché non è mai stato chiaro il motivo del suo allontanamento dalle scene) poi riprese obbligatoriamente il suo posto
(anche perché come già detto era la moglie dello Zacconi stesso),
e a Paolina e Antonio rimase la bella esperienza e una nota di merito nel loro curriculum: avevano lavorato con Ermete Zacconi!
E Paolina come prima attrice.


Ermete Zacconi in "Amleto"

Altre si sarebbe gonfiate come mongolfiere, ma lei rimase la donna semplice che era sempre stata.

Si legge su L'ARTE DRAMMATICA:

La Pezzaglia-Greco: ecco una delle nostre attrici che da sola, pur mantenendosi in una linea di eccessiva modestia (oh quanta differenza da certe altre!) porta sulla scena una nota di sincerità ammirevolissima. Si vede subito l'artista che studia seriamente e sente raffinatamente. Nell'interpretazione di Mila, nella tragedia dannunziana, essa raggiunse insuperabili altezze, provocando vere ovazioni a scena aperta quali raramente si udirono al Guidi di Pavia.

Sarà per questo che Zacconi, ricordandola, disse al figlio di Paolina ciò che può leggersi nel capitolo n. 3 del presente Archivio, rimpiangendo di non aver continuato un rapporto lavorativo con questa sensibile attrice che lui, attorone dal nome immenso,
avrebbe potuto far presto diventare grande, e da cui forse avrebbe potuto imparare persino qualcosa...

... Ma bene così, Paolina!


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