E’ la storia di Paolina Pezzaglia Greco, grande attrice vissuta tra il 1889 e il 1925, di tutti coloro che hanno fatto parte della sua vita e delle epoche che attraversò: belle epoque, grande guerra, fascismo

sabato 10 dicembre 2011

25 - Epilogo: L'ULTIMA SCENA


Arriva per tutti, l'ultima scena.

Per Paolina però arrivò troppo presto, e troppo in fretta.
Ma forse è così che deve succedere a un artista.

1925:
è l'anno in cui Benito Mussolini, alle sue prime scene, annuncia la presa dei poteri dittatoriali,
ed è anche l'anno in cui nascono attori come Paul Newman, Jack Lemmon, Peter Sellers e Richard Burton.

Il 1925 era stato un anno fantastico per Paolina, che forse stava cogitando di riprendere alla grande la sua attività anche fuori dal guscio-Firenze che si era costruito attorno.
Forse avrebbe fatto ancora del cinema...
Sarebbe diventata un grande nome, una che nessuno avrebbe potuto dimenticare.
Chissà quali pensieri attraversavano la mente di Paolina in quei giorni, quegli ultimi inconsapevoli istanti in cui c'era sicuramente posto per ancora tanti progetti...



Quanto alla sua morte, la stampa parla di polmonite, e a quei tempi di polmonite si moriva.
A questa diagnosi si trova conferma sul Certificato del Necroscopo Comunale, citato nel Permesso di Seppellimento, in cui è specificato che Paolina è morta "alle ore 13 del dì 17-12-1925", precisando: "morte avvenuta per polmonite". Il tutto firmato dal Dott. Mario Bruscalupi.
Noi sappiamo che calcò le scene fino all'ultimo, e che se una malattia aveva, questa non le impedì di essere attrice fino alla fine.

Ecco come IL RISVEGLIO, mensile dell'Associazione che gestiva il Teatro degli Impiegati Civili di Firenze, dette la triste notizia con un sincero articolo il 15 gennaio 1926:



PAOLINA PEZZAGLIA

L'attrice Paolina Pezzaglia è morta!
Una polmonite l'ha, in pochi giorni, rapita all'affetto della vecchia madre e del figlio non ancora quindicenne ch'ella sosteneva con i suoi guadagni tutt'altro che lauti.
La notizia che giunge inaspettata è di quelle che si stenta a credere, perché troppo presente ai nostri occhi è l'immagine della cara attrice che ci pare ancora di vedere sul nostro palcoscenico durante una di quelle interpretazioni alle quali il nostro pubblico, a Lei particolarmente affezionato, dava unanime tutto il suo consenso.
Purtroppo la notizia è vera.
Colla morte di Paolina Pezzaglia, avvenuta il 17 dicembre 1925, il teatro filodrammatico perde uno dei suoi elementi migliori, perché non bisogna dimenticare che la signora Pezzaglia era una vera attrice, che aveva conosciuto gli onori di quasi tutti i principali palcoscenici d'Italia.
Ella fu iniziata alla carriera artistica dallo zio Giovanni Pezzaglia che, con ottimo successo, la fece debuttare a soli cinque anni.
A sedici perfezionò la sua recitazione, arricchendola delle innumerevoli e più sapienti astuzie che la scena richiede, prima con la grande maestra Italia Vitaliani, e successivamente con Ferruccio Garavaglia.
Indi passò alla Compagnia Galli-Bracci-Guasti, diretta dall'indimenticabile Sichel; e quello deve essere stato il periodo delle sue maggiori soddisfazioni, non esclusa una scrittura offertale da Zacconi, che, poco dopo, la prescelse a sostituire la sua prima donna - Ines Cristina Bagni - quando questa si ritirò, temporaneamente, dalle scene.
Poi, dopo la guerra, partecipò alla famosa tournée di Virginia Reiter finché, stanca della vita eccessivamente movimentata che la teneva lontana dalla sua creatura e desiderosa di dedicarsi esclusivamente alle cure della famiglia, abbandonò, non certo senza dolore, quel teatro che, se le aveva procurato qualche volta delle amarezze, le aveva procacciato tante gioie.
Ma l’assenza non doveva essere lunga: da qualche anno, allo scopo di aiutare maggiormente la famiglia, senza da questa allontanarsi troppo, ella aveva formata una sua Compagnia composta di amici volonterosi da Lei stessa pazientemente istruiti.
Ed è con questa Compagnia che noi l’abbiamo vista sul nostro Teatro nella rappresentazione di lavori come “La Signora delle Camelie” di Dumas, “La Nemica” di Niccodemi, e da ultimo nel “Divorziamo” di Sardou.
Paolina Pezzaglia con queste recite divenuta un po' la beniamina del nostro pubblico, che a lei personalmente tributava i suoi più caldi applausi.
Non bisogna pensare però che ella, presa da tante preoccupazioni, non sapesse riaccendere nel suo spirito la gaia fiamma dei tempi migliori.
Chi scrive queste inadeguate righe fece parte di una comitiva di amici che, insieme a Paolina Pezzaglia avevano fatta solenne promessa di seppellire nel nostro Circolo e nel modo più gioioso, il carnevale del 1924, e può testimoniare ch'ella seppe essere, per tutta la serata, in perfetto carattere col costume che indossava, quello di 'Follia'.
Quanti frizzi vivaci uscirono quella sera a traverso la nera gala della sua morettina e di quante risate ella, Regina della nostra mascherata, fu suscitatrice!
Intanto, forse, la morte, col suo ghigno feroce, già guatava la nuova vittima...
Paolina Pezzaglia oggi non è più!
La vecchia madre ha pianto tutte le sue lacrime. Il figlio giace ammalato e forse non sa ancora che non più potrà, benché fanciullo, invocare il nome santo di 'mamma'.
Alla salma dell'attrice troppo presto scomparsa, il nostro ultimo reverente saluto; alla madre e al figlio le nostre condoglianze, vivissime e sincere.

G. Giuliattini.


Il prezioso articolo che abbiamo appena letto ci dipinge una Paolina piena di preoccupazioni ma grande sul palcoscenico e nella vita, fino alla folle allegria del suo penultimo Carnevale.
Una donna colma di energia e voglia di dare e ricevere.
Una che per gli stanchi teatri fiorentini dell'epoca era stata molto più di quanto ci si potesse normalmente aspettare.
Per questo si meritò non un semplice necrologio, come altri ne scorgiamo su quel mensile, ma un vero e proprio lungo attestato di ammirazione e simpatia, misto a sincera incredulità.
Il bell'articolo va peraltro mendato di alcune imprecisioni: il figlio di Paolina alla sua morte era già diciassettenne, e non "non ancora quindicenne", lo zio era Angelo e non Giovanni Pezzaglia, che la fece debuttare a quattro e non a cinque anni. Anzi, per la precisione, a tre anni e mezzo.
Si nota, altresì, in questo articolo, che pur ci fornisce molte informazioni, qualche mancanza basilare: non parla affatto della piccola Anna, la figlia di Paolina nata in Toscana nel 1920 e che visse con lei fin quasi alla fine, mentre sul suo ricongiungersi con la famiglia non spiega che Paolina era già a Firenze con la figlioletta, e che furono il figlio e la madre, che stavano al nord, a ricongiungersi in un secondo momento con lei.
Inoltre non si fa alcun accenno all'attività cinematografica di Paolina. 
Tutto questo dà adito a varie ipotesi, che per il momento sono destinate a rimanere tali. 

Il necrologio ufficiale, listato di nero opaco con foglie di edera nere lucide, dice:


La madre Adelinda Pezzaglia, il figlio Ruggero,
i parenti e gli amici tutti
partecipano col più grande dolore
la perdita della loro adorata

PAOLINA PEZZAGLIA
Vedova Greco

avvenuta oggi alle ore 13 dopo penosa
e straziante malattia.

Firenze, 17 Dicembre 1925

------------
UNA PRECE
-------------

Il trasporto della salma avrà luogo Venerdì 18 Dicembre
alle ore 17,30 partendo dall'abitazione dell'Estinta,
Via Faenza, 12.




E così se ne va una grande attrice, prima osannata, poi completamente dimenticata.
Non è valso a Paolina morire alla stessa età di Marilyn Monroe e della Principessa Diana d'Inghilterra,
 né a quella in cui Greta Garbo si ritirò dalle scene...

Forse il suo "errore" fu dar corso ai sentimenti, senza usare alcun calcolo.
Avrebbe certamente avuto fama e ricchezza se solo si fosse scelta gli uomini "giusti"...
Ma Paolina amò: i suoi inadeguati partners, i suoi figli, e soprattutto il palcoscenico.

Gli impagabili momenti passati davanti a quel pubblico che lei da vera Regina riusciva ad incatenare a sé l'avranno risarcita, ci auguriamo, delle amarezze di una vita piena di ostacoli e dolori.

Dai suoi successi di bambina erano passati solo pochi anni, in cui epoche diverse si erano succedute:

l'Epoca Bella, quella brutta della Prima Guerra Mondiale, poi il Fascismo...

Paolina è stata la nostra guida nel ripercorrere sommariamente quel periodo.
Forse sarà anche la musa che ispirerà qualcuno ad approfondirlo.


Sulla sua tomba c'è scritto, semplicemente:


PAOLINA PEZZAGLIA-GRECO
1890-1925


(Hanno sbagliato la data di nascita!
O forse, Paolina, per vezzo artistico-femminile, 
ti eri tolta un anno?).

Un sorriso per te, Paolina.



Con vivo ricordo, senza averti mai conosciuta,

tuo nipote

 Gianni Greco,

che applaude.


************************************




************************************


Si ringraziano
per la loro inconsapevole partecipazione

(in ordine di apparizione)


 Gabriele D'Annunzio
Ada Negri
Dario Niccodemi
Sem Benelli
Luigi Maggi
Renzo Ricci
Margherita Bagni
Sergio Tofano (Sto)
Ruggero Ruggeri
Ermete Zacconi
Camillo Pilotto
Enrico Viarisio
Nino Besozzi
Dina Galli
Luigi Almirante
Beniamino Gigli
Ottorino Respighi
Odoardo Spadaro
Giovanni Zannini
Achille Vitti
Mary Cleo Tarlarini
Virginia Reiter
Mari Campi
e
Giuseppe Garibaldi
 Vittorio Emanuele II
 Umberto I
 I Milanesi barricati per la 'Protesta dello Stomaco'
 L'Uomo che legge 'Il Giornale d'Italia'
 Gustav Klimt
 Oscar Wilde
 La Tour Eiffel
Lyda Borelli
 Guglielmo Marconi
 Giosuè Carducci
 Papa Pio X
 Il Terremoto di Messina
 Il Titanic
 Mark Twain
 Il Mahatma Gandhi
 Gavrilo Princip
 Eva Peron
 Amedeo Modigliani e Jeanne Hebuterne
 Firenze
 Giacomo Puccini
 Il Teatro Petruzzelli di Bari come lo vide Paolina



*************************


SEGUONO 10 DOCUMENTATISSIME APPENDICI


Per continuare la lettura clicca il link qui sotto
http://pezzagliagreco.blogspot.com/2011/12/26-appendici-togliamoci-qualche.html